Infinito

Pubblicato il Pubblicato in Cédric Tampan, Fotografia

Quando sto scattando spesso un pensiero mi assale: una tensione verso ciò che non si può né comprendere né ottenere, ma che si brama ardentemente fin dall’inizio della nostra vita. E’ allora che veniamo privati dell’infinito che risiede nella nostra anima, ma che il nostro corpo incatena come un cane al muro. La sostanza viene rinchiusa in una forma, una pure essenza dentro ad una materia transeunta.

Dopodiché incomincia l’inevitabile ricerca dell’infinito, la quête dell’assoluto.
Tuttosommato non è troppo difficile trovare l’infinito nel quotidiano e tangibile mondo. Ogni uomo almeno una volta si è fermato da solo per un pò ad ammirare l’eternità della natura, la maestosità delle stelle; quando lo sguardo si perde all’orizzonte di una strada di campagna; ancora più suggestivo è pensare ad esempio all’acropoli di Atene costruita migliaia di anni fa, ancora in piedi per rendere tangibile il suo spirito infinito. La situazione si fa più complicata, però, quando quell’infinito visto dai nostri occhi deve essere fatto proprio, ridotto all’essenza, ritrovare l’infinito che giace in noi e riconoscerlo con quello che è al di fuori di noi, provando così una sorta di appagamento nell’illusione di riaquistare ciò che abbiamo perduto alla nascita.
Un’illusione, infatti, nient’altro che illusione; per quanto ciò che vediamo ci entri dentro, per quanto la nostra mente possa dimenticare il nostro corpo, lui è lì… fisso, dritto immobile a squadrarci con occhi severi e a riportarci a terra, con le bassezze dello spirito con i desideri dei sensi, con il dolore fisico, con la violenza, con il sangue e con la carne!
Solo con la morte potremo riunirci all’infinito, solo con la morte potremo eliminare l’ostacolo piu grande della nostra ricerca che è la vita. Trovo tutto questo quasi rassicurante, infatti non occorre vedere la morte come fine di tutto ma come ricongiungimento con ciò che era prima. Ed è anche per questo che nella vita bisogna godere di ogni attimo: godere nel vero senso della parola trarre da ogni attimo un’ estasi dei sensi, un godimento carnale perché il nostro corpo in fin dei conti non è che passeggero, dunque sfruttiamolo al meglio!
In questo piccolo album di foto ho cercato di raccogliere luoghi, strutture e occasioni che hanno suscitato in me quell’illusione così crudele e così bella. Spero che anche in voi possano risvegliare l’infinito assopito.

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